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Workfare: politiche attive per il lavoro


Il lavoro non è un bene di scambio, ma espressione fondamentale della persona, attraverso il quale esprime la sua responsabilità e la sua soggettività.

Federsolidarietà attribuisce  valenza politica al lavoro e proprio per questo tutti devono poter essere messi nella condizione di potervi accedere, a prescindere dalla propria condizione fisica o mentale. Potere contare su un reddito da lavoro è una prerogativa per uscire dalla marginalità, permette di superare la soglia della sopravvivenza, emancipandosi dalla beneficenza pubblica o da precari lavori di strada.

Inoltre il lavoro consente di riappropriarsi di un ruolo sociale, quello di lavoratore, riconosciuto, favorendo la riscoperta dell’autostima e l’appartenenza attiva alla comunità in sostituzione a politiche assistenziali.

Per questo motivo Federsolidarietà promuove politiche attive del lavoro favorendo l'imprenditorailità sociale e ricercando le condizioni per far incontrare domanda e offerta, per favorire l’inserimento nel lavoro delle persone svantaggiate, dei lavoratori svantaggiati e delle “fasce deboli”.

Tutto ciò è fondamentale ma non basta. Clicca qui per approfondire e scaricare la nostra pubblicazione.

Dal progetto di inserimento lavorativo ai progetti integrati di politiche del lavoro e di sviluppo locale.

La cooperazione sociale è oggi potenzialmente in grado di creare nuove grandi opportunità di inclusione per i nuovi soggetti deboli del mercato del lavoro.

Oggi le categorie dello svantaggio individuate dalla legge 381/91 (quasi venti anni fa) sono da rivedere.
La L.381/91 e i nuovi strumenti di intervento sul mercato del lavoro possono offrire opportunità dei nuovi lavoratori svantaggiati.

Chi sono. Migranti, nomadi, borderline, lavoratori over 50, lavoratori in condizioni di precarietà, persone a rischio di perdita del posto di lavoro  e in fase di ricollocazione, donne in reingresso al lavoro con oggettive difficoltà anche per motivi di carichi familiari, giovani inoccupati, disoccupati di lunga durata, persone in condizioni di svantaggio, anche temporaneo, personale o sociale.

In un contesto di crisi come quello che stiamo vivendo servono nuovi strumenti tra politiche attive per il lavoro e interventi di sostegno al reddito.

L’inserimento lavorativo non rappresenta, per la collettività, solamente un vantaggio in termini di coesione sociale, ma anche di carattere economico, spesso trascurato, in quanto consente di trasformare la persona da utente a lavoratore, da destinatario di politiche assistenziali a soggetto attivo produttore di reddito.

Federsolidarietà attua Politiche attive del lavoro attraverso strumenti, accordi e attività

  • la ricerca di accordi e protocolli con le istituzioni, le parti economiche e sociaLI
  • lo sviluppo continuo delle metodologie di inserimento lavorativo
  • la promozione della cultura della responsabilità sociale nella PA
  • la creazione di nuove intraprese,
  • la formazione cooperativa, manageriale e sociale
  • l’orientamento e la formazione mirata
  • la mediazione e l’incontro tra domanda e ’offerta
  • la somministrazione sociale